Il mestiere del bibliofilo

Alla conferenza sul mestiere del bibliofilo, organizzata domenica 10 novembre in occasione della mostra Vecchi Libri in Piazza a Milano, ho assistito un folto gruppo di appassionati del libro, dapprima curiosi ed attenti ed infine visibilmente soddisfatti.

I relatori si caratterizzavano non soltanto per la competenza bibliografica, ma anche per la personale passione collezionistica.

E ciò ha consentito al pubblico di sentirsi partecipe alla stessa comunità di bibliofili, della quale i conferenzieri – presentati da Sergio Malavasi, organizzatore dell’evento – sono figure eccellenti e disponibili a condividere le proprie qualificate esperienze. 

Cesare Fabozzi ha ricordato la nascita dell’Aldus Club, Associazione Internazionale di Bibliofilia – a lungo presieduta da Umberto Eco – alla quale ha contribuito a fianco del giornalista-libraio Mario Scognamiglio.

Ricorda quando, accompagnandolo in visita alla Biblioteca Vaticana, Eco aveva contato le righe della Bibbia stampata da Gutenberg per accertarsi che fossero davvero 42.

E come collezionista delle edizioni Formiggini ricorda la gioia straordinaria provata nello scoprire su una bancarella un volumetto, in sé modesto, ma per lui importantissimo perché non riportato nel catalogo dell’editore.

Chiara Nicolini – esperta di libri per una Casa d’Aste e collezionista – ha esposto le iniziative intraprese per rilanciare l’attività dell’Aldus Club, entrato in crisi dopo la scomparsa del fondatore e del primo Presidente.

L’istituzione di un premio per giovani autori di un saggio sulla bibliofilia – con risultati incoraggianti – è stata decisa per avvicinare le nuove generazioni al mondo del libro e del collezionismo.

Ed è questo un mondo ricco di stimoli, di sorprese, di scoperte: per valutare testi rari o rarissimi, magari manoscritti, l’attività di ricerca che la relatrice svolge presso le biblioteche la fa sentire talvolta una sorta di Indiana Jones.

Lucio Gambetti, bibliofilo ed autore di bibliografie del 900 italiano, rammenta che Umberto Eco, in una pubblicazione, definisce la bibliofilia “amore per i libri” ed aggiunge tra parentesi “non necessariamente per il loro contenuto”.

Infatti del libro si possono apprezzare anche elementi paratestuali come la legatura, le inziali miniate, le illustrazioni ecc.

Secondo Eco, al di là di una certa soglia, tale interesse non è più bibliofilia, ma diventa bibliomania.

Giancarlo Petrella, docente presso l’Università Federico II di Napoli di bibliografia e storia e conservazione del patrimonio librario, studia, tra l’altro, le maniere in cui i libri, a partire soprattutto dal ‘500, sono arrivati sino a noi.

Ed a tale scopo sono interessanti le note di appartenenza, i timbri, le annotazioni in margine e le postille, cioè tutti gli interventi dei diversi proprietari che consentono di ricostruire la storia del singolo libro.

Ha ricordato le cospicue raccolte di libri antichi esistenti a Napoli che, tra l’altro, conta oltre 4.500 incunaboli.

Ed ha illustrato che la Biblioteca dei Girolamini – di cui sono note le vicissitudini recenti – fu avviata agli inizi del ‘600, progressivamente aumentata ed arricchita nel ‘700 di circa 20.000 volumi provenienti della prestigiosa collezione di Giuseppe Valletta, per merito di Giambattista Vico che ne caldeggiò l’acquisizione.

Al contrario, invece, la straordinaria collezione di opere ariostesche di Renzo Bonfiglioli, possidente ferrarese di origine ebraica, iniziata al suo rientro dall’esilio in Svizzera dopo la fine della seconda guerra mondiale, è stata dispersa dagli eredi dopo la sua morte avvenuta nel 1963.

Nel corso di una ricerca presso l’Università di Yale il professor Petrella ha notato la sigla R.B. apposta su numerose edizioni ariostesche antiche, scoprendo poi che tali volumi appartenevano alla collezione di Renzo Bonfiglioli, finiti nel 1970 negli Stati Uniti. 

Una nota in margine: il mestiere del bibliofilo ha indubbi effetti benefici se Cesare Fabozzi, collezionista di lungo corso, all’età di 90 anni conserva un fisico invidiabile, una mente lucidissima e lo spirito arguto di un ragazzo.

Sergio Albertini – Bibliofilo