All’inizio, circa dieci anni fa, era un piccolo mondo fatto di venti espositori che ogni seconda domenica del mese, all’addiaccio delle mattine invernali e al sole dei mezzogiorni estivi, offrivano ai palati di intenditori appassionati le dolcezze di testi rari, vecchi e antichi, da cogliere con il gusto dell’affare concluso sulla bancarella. All’apertura della nuova stagione, l’appuntamento milanese dei bibliofili con i “vecchi libri in piazza” non è cambiato, anche se il mercatino di piazza Diaz è cresciuto negli anni espandendosi oltre i portici della piazza, lungo i marciapiedi di via Gonzaga e via Baracchini.  Circa cento espositori, librai che arrivano da tutta Italia – qualcuno anche dall’estero – con volumi per tutti i gusti e tutte le tasche, fanno oggi di piazza Diaz il primo mercato antiquario all’aperto di libri in Europa. Sguardi rapiti dal fascino della carta e della scrittura, sacchetti già pieni o zaini in spalla per portare gli acquisti, mani che sfogliano le pagine dei volumi più antichi come fossero petali di fiore, mani intrecciate dietro la schiena, e mani che reggono occhiali, per leggere una scritta con il naso incollato alla pagina.

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